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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

7 Aprile 2017

Pienamente riuscito il SIT-IN dei Comitati al Ministero dell’Ambiente

Comitato Aeroporto Ciampino sul piede di guerra contro ENAC: ‘Lo stato e i suoi apparati calpestano i cittadini di Ciampino, Marino e Roma sull’aeroporto, la riduzione del rumore viene passata alla Conferenza Unificata a livello Nazionale. Entro il 18 aprile la Regione e Comuni colpiti potranno comunicare al Ministero dell’Ambiente prese di posizione concrete in favore dei cittadini e delle legalità’.

“Dopo l’ennesima e riuscita protesta dei Comitati dei cittadini per la mancata applicazione delle leggi dello Stato italiano che ha consentito, fino ad oggi, all’aeroporto di Ciampino di operare illegittimamente, sottoponendo cittadini e ambiente a un rumore oltre i limiti di legge, abbiamo appreso ieri dal Ministero dell’Ambiente, che la decisione sul discutibile piano di riduzione del rumore proposto da AdR è stata oltre che sottratta ai poteri decisionali dei Comuni interessati – Roma, Ciampino e Marino – sfilata anche alla Conferenza dei Servizi presso il Ministero dell’Ambiente, contrariamente a quanto auspicato in un primo tempo. Le decisioni sul futuro dei cittadini saranno prese direttamente e senza mediazioni dalla “Conferenza Unificata Stato-Regioni”, cioè un organo a livello nazionale dove le decisioni vengono prese da personaggi istituzionali che nulla hanno a che fare e nulla sanno dei territori colpiti dall’attività fuori dalle norme dell’Aeroporto di Ciampino. Ringraziamo le istituzioni che erano presenti ieri al fianco dei cittadini: Roma e il suo VII Municipio, rappresentato dall’assessore all’ambiente Marco Pierfranceschi (M5S), Marino con tanto di fascia del sindaco indossata dall’assessore ai lavori pubblici e mobilità Adolfo Tammaro (M5S), Ciampino, rappresentato dai Consiglieri di opposizione Marco Bartolucci (M5S) e Guglielmo Abbondanti (SEL), la Regione Lazio con i Consiglieri Silvana Denicolò e Valentina Corrado del M5S. Tutti gli altri, invitati pubblicamente e personalmente, di tutte le Istituzioni e gruppi politici, erano assenti. Se la burocrazia e le lobby pensano, con trucchi e inganni di chiudere la bocca ai cittadini e scoraggiare le persone oneste nelle Istituzioni, sbagliano di grosso. La norma è stata elusa e i cittadini combatteranno, a tutti i livelli e con tutti gli strumenti consentiti, per riportare la legalità nell’Aeroporto di Roma-Ciampino. Si rassegnino le lobby aeroportuali e tutti i potentati nascosti dietro le inadempienze delle Istituzioni. Questo è il momento per la Regione e per tutti i Comuni coinvolti e di far sentire concretamente la propria voce in difesa dei diritti e della salute dei cittadini, dei quali molti si ricordano solo al momento delle elezioni. Entro il 18 Aprile, come ha loro indicato il Ministero dell’Ambiente, potranno comunicare con documenti concreti e ufficiali, le rispettive prese di posizione in difesa dei loro cittadini”.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

19 marzo 2017

DAL SINDACO TERZULLI NESSUNA TUTELA PER I CITTADINI DI CIAMPINO

Lo scorso 9 marzo il Sindaco di Ciampino, partecipando alla riunione della Commissione Regionale per l’Ambiente, ha confermato che il Comune di Ciampino non ha attuato alcun provvedimento per ridurre l’allarmante inquinamento della città.

Negli ultimi mesi, nonostante l’altissimo grado di elementi inquinanti riscontrati a Ciampino, la città più inquinata della provincia, il Sindaco non ha attuato nessuna delle indicazioni imposte dalla Regione Lazio per ridurre gli effetti devastanti che questa situazione provoca sulla popolazione. La sua giustificazione è stata che all’inquinamento concorrono diversi fattori e non si sa quanto sia il contributo dei voli e delle attività dell’aeroporto, o del traffico automobilistico che attraversa Ciampino, oppure quanto quello dei roghi tossici nel campo nomadi. Cosicché ha pensato bene di non agire affatto.

Inoltre ha confermato che non intende intervenire nella valutazione del Piano di Rientro Acustico proposto da ENAC e ADR, che dovrebbe imporre il rispetto dei limiti imposti dalla legge e che invece travalica. Il Comune di Ciampino, pur essendo l’ente più direttamente coinvolto dall’inquinamento prodotto dall’aeroporto, non ha mostrato nessuna attenzione a questo documento e non ha ritenuto di dover presentare osservazioni neanche al Masterplan dell’Aeroporto, il documento che pianifica lo sviluppo infrastrutturale e delle attività dello scalo. Per Ciampino le osservazioni le hanno presentate però i cittadini, il Comitato, le associazioni, mettendo in evidenza lacune e carenze enormi delle analisi acustiche e ambientali proposte da ENAC e ADR, documentando errori, inesattezze e mancanze di legge inammissibili. Terzulli invece si ostina ancora a voler ignorare gli enormi effetti negativi che l’aeroporto, cresciuto per anni senza osservare le prescrizioni di legge, ha causato alla città e che ancora continua a provocare ai cittadini.

A giustificazione della sua insostenibile inerzia, Terzulli ha infine dichiarato che il Piano di Rientro Acustico per l’Aeroporto di Ciampino, ovvero gli interventi da attuare per ricondurre alla legalità l’intera attività aeroportuale, sono vincolati alla costruzione della quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino. Il Sindaco quindi con queste sue asserzioni vuole rimandare e legare a altre situazioni, estranee e distanti, tutti gli interventi che invece sono dovuti per il rispetto della legge all’interno dell’Aeroporto e a salvaguardia della nostra città.

Non è precisamente questo il ruolo che chiediamo di svolgere al Sindaco.

Noi lo richiamiamo invece alla urgente necessità

  • di affrontare gli effetti nocivi causati dai voli e dallo sviluppo dell’aeroporto di Ciampino
  • di intervenire immediatamente per contrastare l’inquinamento nella città con azioni proficue e incisive per il bene di tutta la popolazione
  • di impiegare nelle attività di tutela per la salute dei cittadini, tutte le risorse che prevede il bilancio comunale (che raggiunge la cifra considerevole di circa 50 milioni di euro)
  • di utilizzare tutte, completamente e subito, le risorse destinate a realizzare un sistema di monitoraggio ambientale per l’aeroporto e per l’intera città
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Comunicato Stampa

1 marzo 2017

Il 4 marzo a Ciampino Marcia per la Salute e l’Ambiente.

 In primo piano l’aeroporto è il suo tremendo carico inquinante di decine di tonnellate di cherosene bruciato che ogni giorno finiscono nei nostri polmoni.

Il Comitato CRIAAC di Ciampino aderisce alla manifestazione “Ciampino in Marcia per la Salute e l’Ambiente” e contro l’inquinamento. La marcia, che partirà alle 10.30 di sabato 4 marzo dal Parco Aldo Moro di Ciampino per raggiungere il Municipio della città, è promossa dalle associazioni cittadine Ciampino Bene Comune e Officine Civiche, con l’adesione, oltre che del nostro Comitato, di Legambiente Appia Sud ‘il riccio’ e di altre associazioni del territorio.

L’intento degli organizzatori è dire basta allo smog e al sovraccarico del territorio, schiacciato da un enorme inquinamento, del quale l’aeroporto è una causa primaria.

Il 2017 è iniziato con l’ennesima emergenza smog per il nostro paese.

L’Italia ha fatto registrare da inizio anno livelli record di polveri sottili (PM10) e rischia anche una procedura d’infrazione Europea per l’inquinamento da biossido di azoto NO2.

In base alle centraline di Arpa Lazio, Ciampino, con il suo aeroporto che da anni opera fuori dai limiti, è uno dei posti più inquinati del Lazio.

Invitiamo tutti i cittadini ad aderire a questa marcia di protesta:

  • Perché finalmente si approvi una legge contro l’inquinamento dell’aria, che consenta di distinguere le fonti d’inquinamento e intervenire efficacemente su ognuna, a cominciare dall’inquinamento di origine aeroportuale. L’esperienza ha dimostrato che il blocco del traffico automobilistico dopo i 35 giorni di supero delle massime concentrazioni di polveri sottili PM10, serve a poco in quanto viene colpita solo una delle fonti d’inquinamento (inoltre non si parla ancora di rilevare le particelle ultrafini PM 2,5 e PM 1, ancora più pericolose per la salute).
  • Perché, mentre l’OMS comunica ogni giorno dati preoccupanti sui morti per inquinamento e sull’aria che diventa sempre più irrespirabile nelle zone urbane densamente abitate, le autorità locali e sanitarie fanno finta di niente e da anni si guardano bene dall’informare i cittadini sui dati sanitari relativi alle patologie e alle morti, che pare siano veramente allarmanti.

In questa occasione vorremmo far riflettere tutti sul fatto che, nei circa 30 minuti necessari alle 4 fasi a bassa quota del volo di un aereo (decollo e salita fino a 900 metri, in partenza; avvicinamento a terra e contatto a terra, in arrivo) vengono dispersi nell’ambiente 30 Kg di inquinanti altamente nocivi (PM10 e PM2,5, anidride carbonica, biossido di azoto, monossido di carbonio e altri inquinanti. Quasi 1 Kg al minuto).

I calcoli, se applicati a Ciampino con suoi 100 voli giornalieri di linea con 737-800 e Airbus 320 (rispettivamente di Ryanair e Wizz) a cui si sommano altri 30 voli di Servizi di Stato, aviazione generale, soccorso aereo, aerotaxi, etc conferma le stime di decine di tonnellate di cherosene al giorno bruciate tra atterraggi e decolli che finiscono nei nostri polmoni.

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Comunicato Stampa

22 febbraio 2017

Nessuna tutela per i cittadini dal TAR

Assumono aspetti grotteschi le vicende legate all’impatto acustico dell’Aeroporto di Ciampino e ai voli notturni.

Con le sue recenti sentenze Il TAR del Lazio ha ammesso lo sforamento dell’orario notturno per i voli Ryanair nell’aeroporto di Ciampino. Sarà pure per una questione di sottile diritto, ma certamente non è decisione che porti maggiori tutele per i cittadini, anzi aggrava la critica situazione ambientale che devono sopportare a causa dei voli.

I motivi di un simile giudizio sono nel fatto che i giudici non hanno trovato, a base delle restrizioni dei voli proposti nel 2006 da ENAC e contestate da Ryanair, nessuno studio che documenti l’impatto acustico determinato dai voli sull’ambiente. Inoltre la sentenza riporta che ENAC e Comune di Ciampino hanno ammesso che “…non è stata ancora effettuata dall’amministrazione competente una puntuale individuazione delle cosiddette zone di rispetto per l’aeroporto di Ciampino, né sono stati definiti i parametri sonori di riferimento per la misurazione delle emissioni acustiche, così rendendo impossibile, allo stato, la misurazione dell’inquinamento acustico”.

In realtà, poiché la causa al TAR si è protratta per ben 11 anni, dal 2006 fino ad oggi, queste motivazioni appaiono prive di fondamento, in quanto nel 2010 una Conferenza dei Servizi ha approvato la zonizzazione acustica dell’aeroporto di Ciampino; esistono e sono vigenti le zonizzazioni comunali dei comuni di Ciampino, Roma e Marino; questi documenti riportano i limiti acustici ammissibili per ogni zona; esiste infine un monitoraggio condotto da Arpa Lazio, su base mensile, delle varie zone individuate, che documenta come i limiti imposti siano costantemente superati, di giorno e di notte. Dunque non è affatto credibile che oggi non ci siano elementi per valutare l’impatto acustico provocato dai voli.

La cosa sorprendente è che tali elementi, certi e documentati, non siano stati portati all’attenzione dei giudici proprio da ENAC e dal Comune di Ciampino per sostenere la limitazione dei voli notturni. Ed è altrettanto sorprendente che i giudici siano voluti rimanere ancorati alla situazione di un decennio fa, senza considerare gli sviluppi ulteriori della vicenda e il contesto attuale.

Potremo mai sperare che ci sia un ricorso alle sentenze del Tar e che questi elementi possano essere adeguatamente valutati? Potremo mai sperare che i giudici possano essere sensibili, oltre ai diritti di Ryanair, anche al diritto alla salute dei cittadini?

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Comunicato Stampa

22 dicembre 2016

Apre a Fiumicino il nuovo “Molo E” ma nessuna soluzione per l’aeroporto “fuorilegge” di Ciampino.

Proseguono i faraonici progetti di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino con l’apertura, annunciata ieri, del nuovo “molo E” per 6 milioni di nuovi passeggeri, ma nessuna soluzione si intravede per riportare nella legalità l’aeroporto di Ciampino.

Ignorando le norme europee sulle valutazioni ambientali preventive e le leggi nazionali sui limiti d’inquinamento acustico ammessi per gli aeroporti, le istituzioni nazionali e comunitarie hanno consentito 15 anni di interrotta crescita dell’aeroporto di Ciampino, nel totale disprezzo dei diritti e della salute di decine di migliaia di cittadini di Ciampino, Roma e Marino.

In tutti questi anni ogni ipotesi di ritorno alla legalità si è dimostrata una truffa verso i cittadini, come l’assurdo progetto di un nuovo aeroporto a Viterbo, finito nel 2012 con il dirottamento delle centinaia di milioni di euro previsti verso la fornace mangiasoldi di Fiumicino.

Le stesse massime autorità nazionali che ogni giorno si imbarcano e sbarcano a Ciampino, perché questo è anche l’aeroporto di Stato, non possono non vedere le case di Ciampino a 150 metri dai loro finestrini e non possono non vedere le case di Marino e di Roma che calpestano, insieme alla salute dei cittadini, a poche centinaia di metri sotto i loro piedi.

È ora che chi ha il dovere di garantire la tutela dei diritti dei cittadini e la legalità, si levi dagli occhi le morbide mascherine per dormire, che le hostess dei lussuosi voli di stato gli forniscono e guardi fuori dal finestrino, perché lì sotto vivono i cittadini.

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Comunicato Stampa

17 novembre 2016

I lavori in aeroporto continueranno? Dal sindaco di Ciampino ancora nessuna risposta.

Durante la “Festa del Silenzio Aereo” dello scorso 21 ottobre, promossa per iniziativa del nostro Comitato e patrocinata dai Comuni di Ciampino e Marino e dal VII Municipio di Roma, il Sindaco di Ciampino Terzulli aveva promesso ai cittadini che avrebbe accertato se i lavori in aeroporto proseguiranno con l’annunciato smantellamento della vecchia pista e della vecchia via di rullaggio (quelle lato Ciampino, a soli 35 metri dalle case), ma all’annuncio non è seguito nulla.

I lavori in aeroporto non sono finiti: secondo l’unico cartello di inizio lavori appeso da AdR, finiranno il 29 aprile 2017.

I lavori di smantellamento delle vecchie piste (4 chilometri di asfalto e cemento) colpirebbe la vita e la salute della popolazione residente in maniera inaccettabile. Già i lavori per il rifacimento della pista principale, condotti nel corso del periodo 14 – 29 ottobre, 24 ore su 24, hanno prodotto un tale inquinamento da generare un’ondata di proteste e di denunce da parte dei cittadini, tanto da far “calmierare” e ridimensionare i lavori. Per i quali non risulta neanche che siano stati chiesti i dovuti permessi al Comune di Ciampino per il superamento dei limiti acustici, di giorno e di notte.

I cittadini hanno diritto di sapere se e quando i lavori riprenderanno e quali tutele saranno garantite, questa volta, per proteggere la salute e il diritto al riposo delle migliaia di persone che abitano al ridosso dell’aeroporto.

Non è l’unica domanda per la quale siamo in attesa di risposte dal sindaco Terzulli. Dalla fine di luglio, da quando cioè sono stati trasferiti alle casse del Comune i 130.000 € previsti come acconto sul gettito dell’Imposta Regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) per l’anno 2014, i cittadini sono in attesa di sapere come questi fondi saranno utilizzati dall’Amministrazione.

L’IRESA è una tassa di scopo (Art. 5 della Legge Regionale 2/2013) e gli introiti devono essere utilizzati, come recita la legge: “come indennizzo alle popolazioni residenti dell’intorno aeroportuale, al fine di limitare l’inquinamento acustico e ambientale”, quindi devono essere destinati alla tutela dei cittadini “residenti nell’intorno aeroportuale” per ridurre l’inquinamento.

I gravi problemi prodotti ai residenti da questo aeroporto che ormai da molti anni opera oltre i limiti di legge, sia aeroportuali che comunali, non finiranno magicamente. È compito di chi amministra i territori colpiti di Ciampino, Roma e Marino tutelare i propri cittadini. In maniera particolare per il Sindaco di Ciampino, Terzulli, perché a Ciampino sia i limiti aeroportuali che quelli acustici comunali vengono sistematicamente violati da anni, come confermano costantemente le indagini mensili di Arpa Lazio.

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Comunicato Stampa

29 ottobre 2016

Dal 14 al 29 ottobre grandi lavori nell’aeroporto di Ciampino: ma una parte dei lavori non sono stati fatti a causa delle numerose proteste.

Dal 14 al 29 ottobre l’aeroporto di Ciampino è stato chiuso per lavori che avevano lo scopo di apportare cambiamenti profondi alle infrastrutture di volo: pista di decollo, piazzali d’imbarco e di sosta degli aerei e vie di rullaggio che collegano piazzali e pista di volo.

In 15 giorni, lavorando giorno e notte senza interruzioni, la pista di volo è stata completamente  demolita e ricostruita, cambiandone profilo e pendenze. Stessa sorte per la via di rullaggio che corre parallela alla pista dal lato della Via Appia e per una parte importante dei piazzali. Complessivamente oltre quattro chilometri e mezzo di piste e una grande area dei piazzali sono state demolite e ricostruite, a soli quattro anni di distanza dal precedente intervento radicale del 2012.

Dal lato opposto della pista, quello verso la città, la vecchia pista di decollo e la vecchia via di rullaggio che si trovano a ridosso delle case di Ciampino, dovevano essere completamente demolite e sostituite presumibilmente da un compatto terreno erboso, adatto a sostenere e frenare gli aerei che eventualmente uscissero fuori pista. Si tratta di altri quattro chilometri e mezzo di piste, in disuso da moltissimi anni.

Lavori necessari, hanno scritto Enac e AdR, per garantire il rispetto della normativa europea (EASA) sulla costruzione e gestione degli aeroporti. Indispensabili per consentire a Enac di rilasciare ad AdR la certificazione dell’aeroporto secondo gli standard europei, dato che l’attuale certificato, che scadrà il 30 novembre 2016, è stato rilasciato “in deroga” alla normativa europea, a causa a delle pendenze irregolari della pista ed alla irregolarità e insufficienza delle fasce di sicurezza che devono essere garantite al lato della pista e delle vie di rullaggio, per tutta la loro  lunghezza.

Ma questa seconda parte dei lavori, secondo quanto reso noto dal sindaco Terzulli, è stata rimandata a data da destinarsi.

Appare evidente che la causa sono state le numerose proteste dei cittadini, colpiti da rumore e inquinamento dell’aria, del nostro Comitato e di altre associazioni di cittadini e forze politiche – in particolare  M5S e SEL.

Noi avevamo denunciato, nei nostri comunicati stampa, che questi lavori rischiavano di produrre un grandissimo impatto sulla popolazione.

Infatti così è stato, sono state presentate denunce ai carabinieri, molte proteste dei cittadini sono apparse sui social e nei commenti della stampa, il sindaco di Ciampino è stato chiamato dai cittadini colpiti a verificare di persona la situazione di invivibilità delle loro case.  Di conseguenza i pesanti lavori a ridosso delle case della città sono stati annullati, gli altri lavori si sono quasi fermati nelle ore notturne, i mucchi di detriti che producevano polveri ed esalazioni, sono stati bagnati e il transito dei camion da cava, sulla via interna a ridosso della città, era intervallato dal passaggio di autocisterne che bagnavano la strada.

Viene da domandarsi, ma perché non l’hanno fatto prima?

Chi ha autorizzato questi lavori?

È stato presentato alla ASL il piano della sicurezza dei cantieri?

Chi doveva sorvegliare lo svolgimento dei lavori e il relativo impatto?

Anche per far esporre, con molto ritardo e in una posizione poco leggibile, la normale cartellonista dei cantieri è dovuta intervenire la On.le Arianna Spessotto, del M5S.

Nel corso della riuscita manifestazione “FESTA DEL SILENZIO AEREO”, promossa il 21 ottobre a Ciampino dal nostro comitato, con il patrocinio dei comuni di Ciampino e Marino e del VII Municipio di Roma, e alla quale hanno aderito anche il locale circolo di Legambiente “IL RICCIO”, CIAMPINO BENE COMUNE e CINECITTA’ BENE COMUNE, sono state sollevate dai cittadini queste domande alle quali il sindaco di Ciampino, Terzulli, si è impegnato a dare risposta e, speriamo, a informare i cittadini su cosa li attende in futuro.

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Comunicato Stampa

20 ottobre 2016

il 21 ottobre a Ciampino “Festa del Silenzio Aereo” promossa dal Comitato CRIAAC contro l’inquinamento aeroportuale

Venerdì 21 ottobre in Via IV Novembre, nello spiazzo antistante la Sala Consiliare di Ciampino, a partire dalle ore 17.00 si svolgerà una manifestazione, denominata “Festa del silenzio aereo”, promossa da Comitato CRIAAC e per la quale è stato richiesto il patrocinio dei Comuni di Ciampino e Marino, nonché del VII Municipio di Roma con l’intervento dei sindaci, Giovanni Terzulli e Carlo Colizza, e della Presidente Monica Lozzi. Patrocinio già ottenuto dal comune di Marino e dal VII Municipio di Roma ed in attesa di rilascio dal Comune di Ciampino.

Scopo dell’iniziativa è promuovere la tutela della salute dei cittadini contro il perdurare dell’inquinamento oltre i limiti di legge prodotto dall’attività dell’aeroporto di Ciampino e contrastare la nuova gravissima aggressione costituita dal gigantesco cantiere aperto nell’aeroporto dal 14 al 29 ottobre, senza adeguate tutele per i cittadini e senza che neanche fosse reso noto cosa esattamente si stia facendo e a quali rischi è esposta la popolazione.

All’iniziativa hanno già aderito anche associazioni di cittadini del territorio colpito, tra le quali il circolo locale di Legambiente “il Riccio”, Ciampino Bene Comune, Cinecittà Bene Comune.

Come ci aspettavamo e come il nostro comitato aveva già anticipato, l’apertura del gigantesco cantiere aeroportuale che si chiuderà solo il 29 ha aggravato il grave problema di inquinamento acustico e dell’aria. Con questi lavori Enac e AdR  intendono ristrutturare in profondità e in sostanza ridisegnare l’aeroporto.

All’avvio del cantiere i social si sono riempiti di commenti sul fortissimo rumore e la puzza di catrame. Domande rabbiose su quello che stanno facendo nell’aeroporto circolano in rete.

Le forti proteste dei cittadini, con richiesta di intervento delle volanti dei carabinieri e telefonate al Sindaco affinché intervenisse, sono iniziate quasi subito.

Il sindaco Terzulli, rispondendo alla chiamata dei cittadini, è andato sul posto a verificare la situazione e ha trasmesso le proteste ai responsabili dei lavori, richiedendo ed ottenendo una mitigazione almeno parziale dell’impatto prodotto dal cantiere.

Ma le cose non hanno seguito lo stesso corso positivo nel consiglio comunale di Ciampino di martedì 18 ottobre.

Nel Consiglio il governo della città ha perso una buona occasione per rivendicare e riconoscere quello che pure il sindaco aveva già fatto, andando in soccorso dei cittadini colpiti e cercando di trovare un rimedio almeno temporaneo ai loro problemi.

Invece, di fronte ad una mozione della minoranza (proposta dai Consiglieri di M5S e SEL) che chiedeva di impegnare il Sindaco e la Giunta ad adottare misure urgenti per tutelare la salute dei cittadini, la maggioranza per prima si è fatta prendere da una partigianeria da stadio che ha impedito di affrontare il problema in tutta la sua gravità e di dare una veste di scelta politica a quanto il sindaco aveva già fatto. Relegando di fatto l’azione del Sindaco in soccorso dei cittadini di via Serotini al ruolo di evento episodico, non riconosciuto e rafforzato dalla sua maggioranza.

Così la mozione presentata dalla minoranza per impegnare Sindaco e Giunta ad agire in difesa dei cittadini è stata respinta e la maggioranza, che pure aveva i numeri per farlo, non ha presentato e approvato una sua mozione alternativa che riaffermasse come principio politico semplicemente quello che il sindaco aveva già fatto.

Di fronte allo sconcerto e alla rabbia che si è manifestata tra il pubblico la seduta è degenerata in accuse rabbiose, e gli stessi Consiglieri della maggioranza non hanno certo brillato per spirito istituzionale e senso di responsabilità.

Intanto si perde tra le nebbie della burocrazia il già discutibile e inefficace piano di rientro dell’inquinamento aeroportuale di Ciampino nei limiti di legge, presentato a novembre 2015 da AdR. E parallelamente prosegue la procedura di Valutazione Ambientale (VIA) in corso per l’aeroporto di Ciampino presso il Ministero dell’Ambiente.

Crediamo che la nostra iniziativa del 21 ottobre possa costituire un ideale momento di confronto e di informazione per cittadini e Istituzioni, con l’obiettivo di trovare una strada comune per contrastare questa assurda aggressione ai cittadini e al territorio che ha trasformato in pochi anni un aeroporto secondario a scarso traffico, che conviveva da decenni con il territorio, in un gigantesco ecomostro che opera ormai da troppo tempo oltre i limiti di legge, esponendo a gravi rischi la salute dei cittadini.

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16 ottobre 2016

Appello agli Amministratori della Città di Ciampino.

I grandi lavori in corso dal 14 ottobre nell’aeroporto di Ciampino proseguono giorno e notte ininterrottamente, impedendo alle migliaia di cittadini che abitano di fronte all’aeroporto di godere del diritto al riposo e sottoponendoli a pesanti condizioni di vita.

La sera del 14 ottobre sono cominciati, come pronunciato da AdR e Enac, i grandi lavori lungo tutta la superficie dell’aeroporto di Ciampino, a ridosso delle case di migliaia di cittadini della città già duramente colpiti dal traffico aereo che da molti anni li sottopone ad un inquinamento acustico oltre i limiti di legge, a polveri, puzza di bitume e altre sostanze.

Nell’aeroporto lo scenario è apocalittico: oltre 100 mezzi pesanti, tra camion da cava, ruspe, enormi scavatrici, martelli pneumatici industriali, scortecciatrici per l’asfalto stanno lavorando contemporaneamente, giorno e notte, 24 ore su 24, su tutta la lunghezza della pista di volo, delle vie di rullaggio e dei piazzali, senza che risultino valutazioni ambientali preventive a tutela di cittadini e ambiente.

La notte, alla luce di gigantesche fotoelettriche, tutte le macchine continuano a lavorare, in un frastuono insopportabile per la grande fascia di cittadini le cui case, che esistono da molti decenni, affacciano verso l’aeroporto, impedendogli di godere del diritto al riposo notturno.

Chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione di Ciampino di adottare immediate ed efficaci misure di urgenza a tutela della salute dei cittadini.

Chiediamo al Consiglio Comunale che governa la città, nella sua adunanza di martedì 18 ottobre, di introdurre all’ordine del giorno, anche se non prevista, la discussione per l’adozione di misure urgenti a tutela della salute e dei diritti dei cittadini.

Questi lavori, di dimensioni mai viste nell’aeroporto di Ciampino, dureranno fino al 29 ottobre e Aeroporti di Roma ha preannunciato che, per tutto il periodo, si svolgeranno 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

Chiediamo a tutte le donne e uomini che sono al governo della Città di dimostrare, in questo drammatico frangente, il loro amore per la Città e il loro senso di responsabilità verso i cittadini colpiti, adottando ogni misura necessaria a restituire ai loro concittadini il diritto al riposo notturno.

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12 ottobre 2016

Il 14 ottobre per 15 giorni chiude l’aeroporto di Ciampino. Il silenzio delle istituzioni è il preludio a nuovi rischi ambientali e forse all’avvicinamento della pista alla città?

 

Tra pochi giorni, il 14 ottobre, cominceranno i grandi lavori nell’aeroporto di Ciampino. Nessuna informazione sul tipo e l’entità delle opere è stata fornita ai cittadini che pure abitano a poche decine di metri dalla pista e che subiranno pesantemente l’impatto dei lavori.

Ma tutti hanno capito che i lavori saranno di dimensioni mai viste dalle decine di migliaia di tonnellate di sabbia e altri materiali accumulate nei piazzali dell’aeroporto e dall’enorme impianto per la produzione di conglomerati bituminosi che è stato costruito in un angolo dell’aeroporto.

Lo si è capito anche da alcune frasi scritte da AdR e Enac nei documenti allegati alla procedura di valutazione ambientale pubblicata dal ministero dell’ambiente. Frasi nelle quali si accenna a grandi lavori sulla pista di volo, sulle vie di rullaggio e sui piazzali di imbarco, che Enac e AdR, esplicitamente, non intendono sottoporre valutazione ambientale perché sarebbero “necessari per ragioni di sicurezza” in base alla normativa europea EASA. Come se per queste ragioni si potesse liberamente inquinare e mettere a rischio la salute dei cittadini!

Nessuna notizia precisa e circostanziata è però trapelata per consentire ai cittadini di capire che cosa li aspetta durante i 15 giorni di totale chiusura al traffico dell’aeroporto di Ciampino.

Ma è possibile fare qualche ipotesi. Il “certificato di aeroporto” Nr. I-001B/APT di Ciampino (necessario per aprire l’aeroporto al traffico civile) andrà in scadenza il 30 novembre 2016 ed era stato rilasciato da Enac ad AdR in deroga proprio alle norme EASA, infatti, alla pagina 3, riporta alcune non conformità (“esenzioni”): La pista di volo presenta delle pendenze laterali e longitudinali non consentite dalle norme EASA. Inoltre sia la pista di volo che le vie di rullaggio non dispongono delle fasce di sicurezza laterali adeguate alla normativa (“interasse non regolamentare”). Secondo il “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” pubblicato da Enac sul suo sito, queste fasce di sicurezza per un aeroporto di classe “4E”, come Ciampino, devono essere di 150 metri per lato per la pista di volo e 47,5 metri per lato per le vie di rullaggio. Dato che servono a frenare gli aerei che vanno fuori pista, devono anche esse sgombre, omogenee, livellate ed in grado di sostenere l’aereo più pesante che può atterrare a Ciampino (probabilmente il 747 jumbo). In base alle nuove norme europee che entreranno in vigore dal 2017 Enac non potrà più concedere queste deroghe e l’aeroporto dovrà rispettare per intero le norme EASA. Perciò, se si vuole mantenere aperto Ciampino come aeroporto di classe 4E (aerei con apertura alare di 65 metri, mentre a Linate possono atterrare fino a 48 metri) sembrerebbe necessario, entro il 30 novembre 2016, rivoluzionare pista, vie di rullaggio e piazzali al fine di rientrare nelle norme EASA.

Se ci si affida alle mappe satellitari di Google, gli spazi a Ciampino non ci sono e, se si vuole rientrare nelle norme, o si sacrificano parte dell’aerostazione e dei piazzali di imbarco, o si sposta la pista di volo di circa 50 metri verso la città di Ciampino, che si trova a 150 metri dalla pista!

Bisogna poi considerare che il “regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” stabilisce che non ci siano ostacoli all’interno delle fasce di sicurezza della pista, quindi con tutta probabilità la vecchia pista di  volo e la vecchia via di rullaggio che si trovano tra la pista e la città di Ciampino (circa 4,5 km complessivi di asfalto, cemento e sottofondo) andrebbero rimosse e sostituite con una robusta superficie erbosa. Una conferma della possibile scomparsa di queste piste è riportata nel documento “PLANIMETRIA GENERALE AEROPORTO: ZONING STATO FUTURO”, pubblicato dal Ministero dell’Ambiente sul suo sito www.va.minambiente.it tra i documenti della VIA in corso per l’aeroporto di Ciampino. Anche in questo caso si tratterebbe di migliaia di tonnellate di materiali da scavare, rimuovere e portare via a poche decine di metri dalle finestre delle case di Ciampino.

Se a questo si aggiunge che da settimane molti siti italiani e stranieri riportano che tra il 14 e il 29 ottobre nell’aeroporto di Ciampino i cantieri lavoreranno 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e che oggi la notizia è stata confermata da AdR, viene da pensare che questi 15 giorni si potrebbero trasformare per i cittadini in un incubo di rumore e inquinamento. Per poi trovarsi, alla fine dei lavori, con la pista dell’aeroporto più vicina alla città (cosa che renderebbe nulle sia la Valutazione di Impatto Ambientale in corso che la imminente Conferenza dei Servizi sul piano anti-rumore di AdR) e con una situazione ambientale ulteriormente compromessa per i cittadini e la loro salute.

Cosa dicono le istituzioni che, a tutti i livelli, dovrebbero tutelare i cittadini e la legalità? Perché questo assurdo silenzio?

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

28 settembre 2016

Aeroporto di Ciampino da 15 anni i cittadini aspettano l’applicazione della legge.

Intanto ADR propone un nuovo piano di riduzione dell’impatto acustico senza reali mitigazioni ambientali.

Tra breve, presso il Ministero dell’Ambiente, si aprirà la Conferenza dei Servizi per valutare la proposta avanzata da ADR, a seguito degli obblighi di legge, per la riduzione dell’impatto acustico provocato dalle attività dell’Aeroporto di Ciampino, che opera al di fuori delle indicazioni di legge almeno dal 2001, stando alla normativa di riferimento indicata dalla stessa ADR al punto 2 del suo Piano.

Fin dalle prime rilevazioni ambientali pubblicate da ARPA Lazio nel 2009 è stato evidenziato il superamento dei limiti di rumore ammessi e da ben 5 anni la stessa ARPA Lazio pubblica Bollettini mensili che confermano, mese per mese, il superamento dei limiti di legge.

Tutto questo senza che nessun ente istituzionale sia finora intervenuto a far rispettare le normative nazionali. Una prima proposta di ADR per il Piano di rientro acustico fu bocciata dai Comuni di Roma, Ciampino e Marino già nel gennaio del 2014, che la giudicarono inadeguata e insufficiente.

La proposta attuale appare di nuovo completamente inadatta e lacunosa. Non interviene per l’immediato ma differisce l’ipotetico rientro nelle norme solo al 2021. I calcoli e le analisi, effettuati in modo non oggettivo e trasparente, non permettono la corretta comparazione dei dati che invece, confrontati sulle giuste medie dei voli, determinano un aumento delle attività dell’aeroporto e non una riduzione. L’intervento di riduzione sulle fonti acustiche è rimandato alla futura adozione di un numero limitato di velivoli di nuovo tipo (Boeing 737-200 MAX) che però è stato ordinato dalla sola Ryanair e ancora deve essere costruito e testato. Tutto rimane quindi estremamente vago e distante e di certo c’è solo che le attività dell’Aeroporto di Ciampino resteranno sostanzialmente invariate, operando ancora impunemente fuori dai limiti di legge fino al 2021, e neanche da allora il Piano garantirà una riduzione certa dell’inquinamento acustico.

Per queste ragioni, tutte ampiamente documentate, il nostro Comitato ha chiesto ripetutamente di rigettare la proposta e che intervengano le istituzioni preposte, se necessario anche la Magistratura e la Comunità Europea, per imporre una immediata riduzione dei voli e dell’inquinamento acustico.

Al Sindaco di Ciampino, che si è già improvvidamente espresso a favore del piano perché giudica sufficienti le garanzie di una futura riduzione dei voli nonostante tutte le riserve e le eccezioni finora avanzate, chiediamo di rivedere la sua posizione e che voglia considerare tutte le ragioni che spingono invece per la bocciatura del piano e la richiesta di un intervento immediato e diretto delle istituzioni.

Sempre per una corretta tutela della salute dei cittadini al Sindaco chiediamo anche come vorrà utilizzare le poche risorse dell’IRESA (imposta regionale sulle emissioni sonore) che “corre voce” siano solo pari a 130.000 euro per l’aeroporto di Ciampino, tutte da destinare a interventi di miglioramento del monitoraggio acustico e atmosferico o per l’indennizzo alle popolazioni esposte ai livelli di inquinamento fuori legge. E proprio per considerare e valutare adeguatamente i livelli di inquinamento che ricadono sulla città chiediamo che siano finalmente resi pubblici i dati epidemiologici della popolazione di Ciampino, un altro elemento che da anni rimane ancora oscuro.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

20 luglio 2016

L’Aeroporto di Ciampino chiuderà per 10 giorni ad ottobre. Ma non è una buona notizia.

 

Nel corso del Consiglio Comunale di Ciampino del 19 luglio 2016 abbiamo finalmente saputo dalla voce del Sindaco a cosa serve l’enorme montagna di sabbia nel piazzale est dell’aeroporto. Non a fare una spiaggia artificiale per gli abitanti martoriati dall’aeroporto ma a RIFARE LA PISTA.

Secondo quanto dichiarato dal Sindaco, questo avverrà ad ottobre 2016 con la chiusura dell’aeroporto per 10 giorni.

I 10 giorni di silenzio e senza la puzza delle gomme e dei propellenti degli aerei sono una buona notizia per gli abitanti del territorio, ma non è una buona notizia il fatto che si continuino a spendere soldi (di chi, pubblici o privati?) per mantenere a questo livello di attività un aeroporto che, secondo tutte le rilevazioni relative al rumore, DEVE RIDURRE I VOLI.

AdR e ENAC continuano a potenziare Ciampino ignorando le Norme.

È particolarmente grave che questa ulteriore sviluppo dell’infrastruttura aeroportuale avvenga mentre, presso il Ministero dell’Ambiente, è in corso la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su un progetto, presentato da ENAC e AdR, che non contiene alcuna documentazione su queste nuove opere.

Altrettanto grave e inquietante è il fatto che il Comune di Ciampino, invece di battersi per la tutela della salute dei propri cittadini colpiti dall’inquinamento aeroportuale e rivendicare il ripristino dei livelli di rumore previsti dalla legge, sia impegnato, secondo quanto riferito dal Sindaco al Consiglio, in trattative per favorire l’acquisto (da parte di privati?) dell’area militare di Ciampino est da destinare ad uso non abitativo. Il Sindaco ha parlato di valorizzazione delle cubature, con la riunificazione di quelle militari esistenti. Per fare cosa e a vantaggio di chi? Per questo sono stati fatti rilievi geognostici nel parcheggio comunale antistante l’aeroporto, sondaggi autorizzati dal Comune di cui il Sindaco dice di non sapere nulla?

Ancora una volta si tratta di progetti per l’espansione dell’aeroporto, non per la riduzione dei voli e per rientro nei limiti di legge. Ancora una volta le Istituzioni sembrano più attente alle attività speculative che alla tutela della salute dei cittadini e al rispetto delle Norme.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

9 luglio 2016

Il Sindaco di Ciampino, le trattative e gli interessi per le aree del margine aeroportuale

 

Lungo il margine aeroportuale che confina con la città sono in atto da mesi lavori che riguardano la realizzazione di una nuova carreggiata stradale e di una nuova recinzione lunga circa 3 chilometri. Nonostante le numerose segnalazioni e proteste del nostro Comitato non ci risulta che siano stati effettuati controlli né il Comune ha informato i cittadini che le necessarie autorizzazioni comunali siano state rilasciate, visto che i lavori avvengono entro lo spazio dell’aeroporto che ricade nel territorio di Ciampino. Anche sulla necessità di questo intervento i cittadini non hanno ricevuto chiare informazioni e rimane avvolta nel mistero poiché non si comprende chi stia realizzando questi interventi e per quali motivi. Non si comprende chi stia finanziando queste opere e chi le abbia autorizzate.
L’aeroporto è da tempo una struttura civile e per le indicazioni del Decreto del 14.03.2013 (G.U 10.06.2013 “Dismissione e trasferimento di beni del Demanio Militare Aeronautico situati nell’Aeroporto di Ciampino (Roma), ai sensi dell’art. 693, terzo comma, del Codice della Navigazione, e assunzione da parte del citato Aeroporto dello stato giuridico di aeroporto civile aperto al traffico civile”), Enac gestisce dal 2013 le aree demaniali che prima erano di competenza dei militari. Dunque non ci dovrebbero più essere particolari motivi di segretezza che impediscono la trasparenza delle informazioni. Eppure su questa vicenda ancora rimangono dichiarazioni contraddittorie e misteri. Il Sindaco di Ciampino, invece di fare chiarezza, contribuisce con le sue dichiarazioni a ingarbugliare la situazione. Lo scorso novembre affermò che AdR, la società che gestisce gli Aeroporti di Roma, avrebbe donato alla città la strada esistente lungo il margine aeroportuale che confina con l’abitato. Questo slancio di altruismo, che il Sindaco era ben lieto di raccogliere, si mostrò subito poco credibile. Scoprimmo infatti che per questo dono si stava invece trattando la vendita delle aree con un prezzo di partenza di ben 16 milioni di euro. Il 18 febbraio scorso fu lo stesso sindaco a indicare ai rappresentanti del nostro Comitato i termini del confronto. Scoprimmo così che il Comune di Ciampino era chiamato ad acquistare anche le aree dismesse presso la vecchia entrata militare del lato Est dell’Aeroporto. Queste notizie, riportate sul “Caffè” il 22 giugno scorso, sono state smentite dal sindaco qualche giorno fa. Nella sua smentita al “Caffè” Terzulli ha però confermato che l’ultima riunione per questa trattativa si è tenuta lo scorso 24 giugno con AdR, ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e Ministero della Difesa (ammettendo così che altre riunioni sono già state effettuate in precedenza) e ha affermato che non ci sarà alcun acquisto delle aree dismesse e che si sta solo trattando l’acquisto dell’area della strada esistente lungo l’aeroporto (ma anche qui non si capisce se a titolo oneroso o a titolo gratuito). Le aree dismesse di via della Folgarella verrebbero invece cedute per una valorizzazione immobiliare e da questa operazione ci sarà un tornaconto percentuale per l’amministrazione comunale. Dunque il comune sarebbe chiamato ad autorizzare un’ennesima speculazione edilizia? Infine ha assicurato che finora non ci sono impegni e nella trattativa non si parla di cifre. Poi la scelta che sarà fatta sarà portata all’attenzione pubblica.
Queste nuove dichiarazioni del sindaco però non chiariscono affatto la situazione.
Þ Chi sta realizzando gli interventi lungo il margine dell’aeroporto? E’ Aeroporti di Roma? E allora perché il sindaco tratta l’acquisto della strada e delle aree dismesse con i militari?
Þ Chi ha autorizzato gli interventi? L’area ricade entro il territorio del Comune di Ciampino e per le opere è necessaria non solo l’autorizzazione comunale ma anche i parere della soprintendenza per le verifiche archeologiche obbligatorie e il parere paesaggistico. Inoltre è anche obbligatorio lo studio per la valutazione ambientale dell’intervento, che non è riportato neanche nel documento di Valutazione di Impatto Ambientale presentato, lo scorso febbraio 2016, dall’ENAC al Ministero dell’Ambiente per l’Aeroporto di Ciampino.
Þ Chi finanzia questi lavori? Dietro questi interventi che si stanno realizzando così alacremente (spesso i lavori si protraggono anche nella notte) si nascondono forse altre manovre? Chiunque ha notato cumuli enormi di sabbia al bordo delle piste e utilizzare tanto materiale solo per realizzare una carreggiata stradale appare improbabile. Cos’altro ancora ci dobbiamo aspettare da questa situazione?
Þ Per quale motivo si sta costruendo un’altra strada immediatamente a ridosso di quella già esistente lungo il margine aeroportuale? E a cosa veramente servono tutti quegli enormi cumuli di sabbia depositati al bordo delle piste?
Tutte queste domande rimangono senza risposta poiché questa vicenda non è affatto trasparente. Le ripetute dichiarazione del Sindaco non aiutano certo a fare chiarezza e non chiariscono i punti fondamentali della vicenda. Qual è la verità? Lo scopriremo presto ma intanto Terzulli ci propone una visione della città che permette ancora nuove espansioni delle attività dell’aeroporto e non si batte affatto per la loro riduzione. E’ del tutto evidente come le valorizzazioni immobiliari della proposta di acquisto delle aree dismesse non portino proprio nessun vantaggio ai cittadini che subiscono l’inquinamento acustico e atmosferico che produce l’aeroporto. Il Sindaco e l’Amministrazione non sembrano affatto intenzionati a garantire ai cittadini quella trasparenza alla quale hanno diritto. E’ il Sindaco stesso infatti a ricordare che le scelte e gli impegni per l’acquisto delle aree saranno portate alla conoscenza di cittadini solo dopo averle intraprese. È una visione della città e dei diritti dei cittadini che non possiamo condividere.

Vorremmo ricordare al Sindaco che le valutazioni degli impatti su cittadini e ambiente per legge si fanno PRIMA di attuare le scelte.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

26 giugno 2016

Nell’aeroporto di Ciampino Enac e Governo nazionale sono da sempre fuori dalla UE.

Le norme europee, divenute già da quasi vent’anni normativa nazionale, prevedono che prima di realizzare qualsiasi progetto che possa avere un impatto significativo sulla vita delle persone e sull’ambiente debba essere fatta una valutazione di impatto ambientale (VIA) per valutare, a tutela delle persone e dell’ambiente, se il progetto è realizzabile.

Nell’aeroporto di Ciampino a partire dal 2002 è stato avviato, nei fatti e senza che l’Autorità di controllo Enac e Governo nazionale intervenissero per far rispettare la legge, un piano di sviluppo aeroportuale che ha portato in pochi anni da meno di un milione di passeggeri all’anno ai quasi sei milioni di passeggeri del 2015, con un enorme impatto sulla vita delle persone e sull’ambiente.

Dal 2002 al 2015 la normativa europea e nazionale sulla VIA non è mai stata rispettata e l’aeroporto è cresciuto a spese della salute delle persone e dell’ambiente nel quale viviamo, fino a diventare un vero e proprio ecomostro.

Dopo oltre 10 anni di battaglie dei cittadini e, talvolta, delle amministrazioni locali, nel febbraio 2016, sotto la minaccia di una procedura di infrazione comunitaria promossa dai cittadini e di oltre 1700 esposti alla magistratura, è stata finalmente avviata la valutazione di impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino.

Questa procedura di valutazione, attualmente in corso presso il ministero dell’ambiente, non risponde però ai requisiti richiesti dalla Commissione Europea i quali prevedono che vengano valutati a partire dal 2002 i danni ambientali prodotti dall’abnorme crescita dell’aeroporto di Ciampino.

La VIA presentata da Enac parte invece dal 2013, ignorando completamente i danni ambientali prodotti fino ad oggi e documentati, per quanto riguarda la salute delle persone e dell’ambiente, anche in due indagini epidemiologiche sulla popolazione fatte dal Sistema Sanitario Nazionale e dalle costanti rilevazioni ambientali di ARPA Lazio.

Come se non bastasse, ignorando completamente le norme europee e la procedura di VIA in corso, Enac ha permesso che venissero avviati nell’aeroporto ulteriori grandi lavori non previsti e non valutati nella procedura di VIA.

In questo momento sono aperti nell’aeroporto, per un’estensione di vari chilometri, cantieri a ridosso della città di Ciampino che riguardano un pesante ridisegno della viabilità aeroportuale e che certamente impattano, sia nell’immediato che per il futuro, sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Il completo disprezzo delle norme europee e nazionali dimostrato da Enac (che dovrebbe vigilare) e dal Governo nazionale pone l’aeroporto di Ciampino e l’Italia fuori dalla UE.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

4 giugno 2016

Aeroporto di Ciampino: il Comitato scrive alla Commissione Europea

 

Il COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO ha inviato una nuova lettera alla Commissione Europea per aggiungere elementi all’istruttoria della Procedura di Infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto delle norme e delle leggi europee nella gestione ambientale degli aeroporti con particolare riguardo a quello di Ciampino, che ha triplicato il traffico senza nessuna valutazione di impatto ambientale (VIA).
Come hanno più volte ripetuto gli uffici della Commissione Europea la VIA a Ciampino doveva essere fatta fin dal 2002, prima che la crescita senza regole del traffico aereo provocasse danni alle persone e all’ambiente.  Invece, nonostante gli impegni pressi da Enac con la UE, la VIA presentata da Enac ed attualmente all’esame della Commissione VIA parte dal 2013, considerato anno base per gli sviluppi futuri, ignorando tutto quello che è successo dal 2002 in avanti.

Al di la delle dichiarazioni su una futura, lontanissima ed improbabile riduzione dei voli la realtà è che in aeroporto si continua a lavorare, senza che questi lavori figurino nella VIA in corso. Una nuova strada è quasi completata, il piazzale est è pieno di sabbia da costruzione, trincee vengono scavate per nuove reti. Si lavora di notte e di giorno per potenziare l’aeroporto, non per ridimensionarlo. Ma naturalmente questi lavori non vengono dichiarati nella VIA,  si fanno senza alcuna autorizzazione e i sindaci e le autorità stanno zitte. Per questo chiediamo la PROCEDURA DI INFRAZIONE EUROPEA.

Nella lettera si denuncia anche il falso piano di contenimento del rumore previsto dalla VIA, piano che parte dal 2021 (quindi 20 anni di totale assenza delle regole) e che è basato sulla promessa del principale operatore di comprare un nuovo aereo più silenzioso. Questo aereo ancora non esiste e nessuno può quindi conoscerne la rumorosità. Inoltre il piano del gestore dell’aeroporto non può essere legato alle scelte di un suo cliente.
L’unica misura vera per la riduzione del rumore e dell’inquinamento è la RIDUZIONE DEI VOLI DA SUBITO.

La lettera verrà inviata anche al Parlamento Europeo dove abbiamo portato il nostro caso nel novembre scorso e che sta continuando a seguire la questione.

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Comunicato Stampa

26 aprile 2016

Comitato Aeroporto: ‘La parola del sindaco di Ciampino Terzulli è aria fritta!’

Ormai è cosa certa: i comuni di Ciampino e Marino non sembrano voler presentare alcuna osservazione per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sull’Aeroporto di Ciampino nella fase pubblica di raccolta delle osservazioni da parte di Istituzioni, associazioni, comitati e semplici cittadini.

Tutte le osservazioni arrivate sono pubblicate sul sito del Ministero Ambiente (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1578/2681 alle pagine 8 e 9).

Com’è facile verificare, hanno presentato osservazioni alla VIA, promossa da ENAC presso il Ministero dell’Ambiente, il Comune di Roma, Legambiente e, soprattutto, il Comitato per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Ciampino (CRIAAC). Le osservazioni presentate evidenziano i molti punti critici e il mancato rispetto delle Norme.

Abbiamo verificato purtroppo” ha dichiarato in una nota il Comitato Aeroporto CRIAAC “come il Comune di Ciampino sia il grande assente, assieme al Comune di Marino, nell’elenco dei soggetti che hanno presentato osservazioni.” continua il CRIAAC “Il 18 febbraio in un incontro ufficiale il sindaco di Ciampino Terzulli ci aveva delineato la sua strategia per l’aeroporto: approvare il piano AdR di riduzione del Rumore – che per noi è un piano truffa da bocciare – ma fare dura opposizione sulla VIA attraverso le osservazioni. Ebbene, la parola di Terzulli, almeno con i cittadini del CRIAAC, deve essere aria fritta visto che sulla VIA non ha mosso un dito“.

Il Sindaco di Ciampino” conclude la nota del CRIAAC “così come il Commissario di Marino Enza Caporale evidentemente non hanno ritenuto di dover difendere i loro cittadini in questa procedura di VIA, promossa da Enac, che non tutela i cittadini, l’ambiente e nemmeno si adegua alle richieste della UE espresse nell’ambito dell’indagine -Eu Pilot/6876/14/ENVI- per infrazione delle norme comunitarie. Probabilmente le necessità e gli obiettivi di ENAC e AdR risultano prioritari rispetto alla difesa della salute dei cittadini che governano. Un plauso pubblico va fatto, invece, al Commissario di Roma, dott. Tronca, e al suo staff. Il Commissario, infatti, ha trovato la forza di rappresentare, in difesa dei cittadini da lui governati, le numerose perplessità sugli sconclusionati documenti presentati da ENAC nella VIA“.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

21 aprile 2016

Nel completo disprezzo della Procedura di VIA in corso presso il Ministero dell’Ambiente, una nuova strada carrabile viene realizzata in pochi giorni all’interno dell’aeroporto a ridosso della città di Ciampino.

Negli ultimi 10 giorni è stata costruita una nuova strada carrabile dentro l’aeroporto, a pochi metri dalla strada perimetrale interna che già esiste e circonda l’aeroporto passando a ridosso delle case della città di Ciampino.

Questa nuova strada, lunga per ora poco meno di un chilometro va dall’altezza del centro della città di Ciampino fin quasi all’uscita della città, dove si trova la porta militare dell’aeroporto su via della Folgarella. Ma la sua costruzione non sembra volersi fermare a questo solo tratto. Infatti, al lato opposto della città e dell’aeroporto rispetto a dove arriva ora la strada, si vedono centinaia di metri di bandoni di plastica, di quelli che vengono usati per delimitare le aree di cantiere, e che sembrano essere posizionati sulla stessa linea del tratto di strada già costruito. Se così fosse, la strada percorrerebbe il confine interno dell’aeroporto da un lato all’altro della città di Ciampino.

Cosa significa e a cosa servirebbe una nuova strada a pochi metri da quella che già esiste dentro l’aeroporto? E chi l’ha autorizzata, tenendo conto che è attualmente in corso presso il Ministero dell’Ambiente una procedura di Valutazione Ambientale (VIA) dell’inquinamento prodotto dall’aeroporto che imporrebbe una situazione di “bocce ferme”? Questa nuova infrastruttura stradale, alterando lo “stato dei luoghi”, mette profondamente in discussione la validità di tutto il processo di VIA ed è anche in contraddizione con la posizione espressa dalla Commissione Europea che su questo aeroporto ha aperto l’indagine EU Pilot 6876/14/ENVI per valutare l’infrazione alle norme comunitarie.

Ci tornano allora in mente le dichiarazioni fatte dal Sindaco di Ciampino, Terzulli, il 26 novembre scorso quando, rispondendo con una sua nota stampa ad un comunicato del nostro comitato che denunciava il rischio che venisse riattivata l’antica via di rullaggio degli aerei a ridosso della città, rispose che i progetti che avevamo visto riguardavano “la possibilità di realizzare una via al confine della Città che consenta un collegamento alternativo alle principali strade provinciali” e che questa iniziativa avrebbe dimostrato, a suo parere, “ancora una volta la volontà sia dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile che di Aeroporti di Roma di venire incontro alle esigenze della nostra Città, in controtendenza con quanto accaduto in passato”.

Si tratterebbe forse di questo? Si tratterebbe di realizzare una seconda strada per poterne cedere una al Comune di Ciampino? Il Signor Sindaco non ne sa niente?

Perché se così fosse sarebbe ancora più grave. Un progetto di questo genere, secondo le norme europee e nazionali, richiede una preventiva Valutazione Ambientale, sia dal lato dell’aeroporto che da quello della città.

Anche perché colpirebbe centinaia di cittadini di Ciampino le cui case affacciano dal lato dell’aeroporto. Questi cittadini si troverebbero danneggiati non solo dall’inquinamento degli aerei ma anche da migliaia di auto che ogni giorno passerebbero a pochi metri dalle loro finestre.

Cosa rispondono le Autorità, cosa risponde il Sindaco di Ciampino? Non ritengono che i cittadini dovrebbero essere informati di cosa li aspetta, invece di ricorrere alla politica del “fatto compiuto”?

D’altra parte il 16 aprile ci è stato recapitato dal Comune di Ciampino il rifiuto alla nostra richiesta di “accesso agli atti” per i documenti che riguardano proprio questa misteriosa strada.

Il sindaco Terzulli non ritiene che i cittadini abbiano il diritto di essere informati su un fatto potenzialmente devastante che riguarda centinaia, se non migliaia, di loro e che si debba fare prima un’approfondita valutazione dell’impatto dell’opera?

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

6 aprile 2016

Riduzione dei voli a Ciampino, purtroppo non è vero.

È illusoria la riduzione dei voli propagandata da aeroporti di Roma e da Enac e riportata sia sul Piano di riduzione dell’impatto ambientale (obbligo di legge per AdR dato che a Ciampino il rumore è oltre i limiti di legge), presentato sia ai comuni colpiti, che nella parallela procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) in corso presso il ministero dell’ambiente.

Si basano su un trucco i calcoli sulla futura riduzione dei voli contenuti sia nel piano che nella via e che vedono una riduzione di circa 35 voli giornalieri nel 2021 rispetto al 2013. Infatti, il numero di voli medi dell’anno 2013, base di calcolo introdotta da AdR per valutare la riduzione dei voli, viene quantificato in 160 voli medi giornalieri.  Ma questi 160 voli non sono la media dell’intero anno ma soltanto delle tre settimane con il numero maggiore di voli.  In realtà la media di voli giornalieri dell’anno 2013, calcolata sull’intero anno, è di 127 voli al giorno.

Il calcolo per l’anno 2021 viene invece fatto con la media semplice dei voli sull’intero anno,  questo calcolo fornisce un risultato di 128 voli medi giornalieri per l’anno 2021.

Se si confrontassero il numero di voli calcolati nello stesso modo: 127 voli giornalieri nell’anno 2013 contro 128 voli giornalieri per l’anno 2021,  si vedrebbe che vero il contrario di quello che dicono Enac e AdR. I voli aumentano, di uno al giorno,  invece di diminuire.

Altro trucco, contenuto sia nel Piano che nella VIA, è quello di affidare la riduzione del rumore che colpisce Ciampino, Roma e Marino,  alla ipotetica introduzione da parte di Ryanair,  a partire dal 2019,  di un nuovo tipo di aereo (il “Boeing 737 max 200”) che non è ancora neanche in produzione.

Terzo e ultimo trucco al quale si affiderebbe l’ipotetica riduzione del rumore a Ciampino è quello di una “nuova procedura di decollo già operativa”, della quale non si sono accorti i  torturati cittadini e,  soprattutto, le sensibili centraline di arpa Lazio. Infatti, i report mensili sull’inquinamento acustico dell’aeroporto di Ciampino prodotti d’Arpa Lazio, continuano a riportare sistematici superamenti dei limiti di legge.

È ora che le istituzioni nazionali, regionali e comunali facciano il loro mestiere, promuovendo una Conferenza dei Servizi che si sostituisca alle iniziative dilatorie e inefficaci di Enac e AdR e riporti alla legalità l’aeroporto di Ciampino.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

22 marzo 2016

Comitato Aeroporto: Terzulli faccia davvero la sua parte sulla VIA

Lettera aperta al Sindaco di Ciampino con domande pubbliche

Gentile sindaco di Ciampino Terzulli,

il 4 aprile prossimo scadranno i termini di presentazione delle osservazioni da parte di cittadini, comitati, associazioni e amministrazioni sulla seconda Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presentata da ENAC per l’aeroporto di Ciampino

Sono due, in questo momento, le procedure sul tavolo delle Istituzioni per arrivare alla diminuzione dei voli e al rientro nei limiti di legge dell’aeroporto: Il “Piano” di riduzione del rumore, che è un obbligo di legge per AdR, e la “Valutazione di Impatto Ambientale” (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente (obbligo di legge Europeo).

Come forse saprà, questa VIA per l’Aeroporto di Ciampino viene presentata da ENAC con 15 anni di ritardo, secondo quanto afferma la UE nei documenti di inchiesta sulle anomalie di Ciampino.

Nell’incontro che avemmo con Lei il 18 febbraio scorso ci informò che era sua intenzione firmare il piano, per noi cittadini inefficace e fuori norma, di riduzione del rumore presentato da AdR, perché lo riteneva comunque un passo avanti, al contempo ci disse che avrebbe fatto una dura battaglia nell’ambito della VIA.

Il tempo scorre inesorabile e tra meno di 15 giorni scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni alla VIA.

Viste le sue dichiarazioni nell’incontro con il Comitato le esponiamo pubblicamente le seguenti domande:

  1. Quando preparerà e quando presenterà alla “Commissione Tecnica per la VIA”, insediata presso il Ministero dell’ambiente, le osservazioni del Comune di Ciampino?
  2. Quante persone del suo staff o dei suoi uffici stanno lavorando per analizzare la VIA aeroportuale e predisporre queste osservazioni in difesa della salute dei cittadini, dell’ambiente, del territorio e delle leggi dello Stato?
  3. Come si esprimerà a riguardo della riduzione dei voli ipotizzata anche nella VIA per il 2021?

Aspettiamo le sue preziose risposte: anche noi ci stiamo lavorando e saremo impietosi contro l’ipocrisia di chi ha palesemente tenuto un comportamento fuori dalle norme per oltre un decennio e ora, come se niente fosse successo, chiede, sia attraverso un Piano, a nostro avviso inefficace, di Riduzione del Rumore che attraverso la procedura di Valutazione Ambientale in corso, di aspettare altri 5 anni per una riduzione del rumore che non può che essere immediata, se la legge ha ancora un senso.

Il conto alla rovescia è cominciato, per noi e per lei! Aspettiamo la Sua risposta.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

16 marzo 2016

Piano di contenimento acustico per l’aeroporto di Ciampino: dopo due finti piani Aeroporti di Roma deve passare la mano.

Lunedì 14 marzo 2016 la Commissione Ambiente della Regione Lazio ha svolto un’audizione in merito alla situazione dell’aeroporto di Ciampino, relativamente al piano  di contenimento e abbattimento del rumore e alla tutela della salute dei cittadini. Sono stati convocati: i Comuni di Ciampino, Marino e Roma, ENAC, Aeroporti di Roma (AdR) e il COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC).

AdR ha presentato il suo secondo progetto di piano, dopo il primo respinto dai Comuni di Roma, Ciampino e Marino nel 2014, nel quale si sosteneva che il problema del rumore oltre la norma a Ciampino non esiste. In questo nuovo piano AdR ammette che un problema c’è ma rimanda la  soluzione forse al 2021. Il piano AdR prevede la riduzione del rumore a partire dal 2019, quando Ryanair dovrebbe aver sostituito una parte dei suoi aerei con un nuovo modello più silenzioso e una riduzione dei voli a partire dal 2021.

Il portavoce del CRIAAC, Roberto Barcaroli, ha fatto notare che il contenimento acustico doveva andare di pari passo con lo sviluppo dei voli e che il piano, in base alle norme di legge, deve essere concluso e operativo entro il 2018, quando saranno passati 8 anni dalla conclusione della Conferenza dei Servizi che aveva definito la zonizzazione acustica.  NON CI PUO’ ESSERE UN ALTRO BONUS PER AdR, CHE CONTINUA A RIMANDARE LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA E INTANTO GUADAGNA. Non si può arrivare al 2021 parlando di aerei immaginari che ancora non esistono. Quello che dice AdR è irregolare perché invece di fissare procedure per far tornare i livelli di rumore prodotti dall’aeroporto nei limiti, lega il contenimento del rumore ad un  solo cliente (RYANAIR), che potrebbe anche andarsene prima del 2019, e che comunque non ha nessun obbligo ad acquistare aerei più silenziosi. AdR deve fare un piano per l’aeroporto che gestisce, non per un sola compagnia.

OCCORRE QUINDI CHE ADR PASSI LA MANO AD ALTRI. La Regione Lazio ha istituito una conferenza dei servizi – ISTRUTTORIA E NON DECISIONALE – sul problema del contenimento acustico, i cui risultati dovranno essere messi a disposizione dei consigli comunali di Ciampino, Roma e Marino che sono l’organo decisorio. Il CRIAAC sostiene che questa Conferenza deve decidere la riduzione dei voli (a 60 movimenti al giorno TOTALI come indicato da ARPA Lazio nel 2009) e la riduzione deve essere operativa entro il 2018.

Incredibilmente in questa audizione il pronunciamento istituzionale a più deciso favore del piano AdR è stato quello del Sindaco di Ciampino Terzulli, che ha anche dichiarato che il problema rumore degli aerei è essenzialmente di Santa Maria delle Mole.

Il CRIAAC continuerà la sua azione contro questo piano perché è ancora una volta fuori dalle norme e supera i tempi previsti dalla legge, perché si basa su un solo cliente dell’aeroporto (in violazione anche delle leggi sulla concorrenza e per il libero accesso all’infrastruttura), affinché il piano sia respinto dai Comuni e dalla Regione.

Intanto la battaglia continua anche con gli esposti presentati alla magistratura e con le due indagini aperte dall’Unione Europea per la violazione delle leggi comunitarie da parte dell’aeroporto.

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Comunicato Stampa

10 marzo 2016

Solo il Comune di Marino non riceve i cittadini del Comitato Aeroporto

Aeroporto di Ciampino: il piano di riduzione del rumore di AdR è una presa in giro

I cittadini del Comitato Aeroporto Ciampino (CRIAAC) sono stati ricevuti negli scorsi giorni sia dall’amministrazione di Ciampino sia da quella di Roma, rispettivamente dal sindaco Terzulli e dal sub-commissario Gen.le de Milato, sul tema del piano di abbattimento del rumore presentato da AdR.

Assente all’appello solo il comune di Marino, guidato dal Commissario prefettizio Caporale che, al momento, non ha mostrato interesse a ricevere la delegazione dei cittadini su questo tema del piano del rumore.

Nei colloqui avuti a Ciampino e Roma” ha dichiarato il Comitato “abbiamo potuto presentare la nostra precisa posizione sul piano AdR di riduzione del rumore. Per noi cittadini il piano com’è fatto oggi è una presa in giro e va respinto dai comuni di Ciampino, Roma e Marino. Immaginare una riduzione dei voli nel 2021, quando saranno ipoteticamente presenti degli aerei oggi solo in progettazione significa continuare a non tener conto delle norme nazionali, come da oltre 10 anni fa AdR con l’acquiescenza di ENAC. Il Piano di riduzione si deve basare sui dati oggi esistenti di traffico e sui velivoli davvero utilizzati. Non si può accettare un piano basato su un aereo allo stadio sperimentale che la Boeing non ha ancora neanche messo in produzione. Il Piano deve contenere regole riferite all’aeroporto e non al tipo e marca di aerei che in futuro, forse, avrà una singola compagnia aerea, come farebbe quello attualmente proposto da AdR. Solo attraverso le simulazioni di ARPA Lazio in un contesto ‘reale’, riferito a qualsiasi compagnia voglia utilizzare l’aeroporto, si può  valutare seriamente la riduzione dei movimenti. Inoltre, il rientro nelle norme deve essere immediato e non tra cinque anni”.

 

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

13 febbraio 2016

Consiglio Comunale a Ciampino: l’aeroporto al centro del dibattito, le contraddizioni del sindaco e i timori dei cittadini

Il Comitato Aeroporto: “Da Terzulli informazioni solo tardive e parziali, soprattutto sulla salute pubblica”

“Con tre interrogazioni sul tema aeroporto, il Consiglio comunale del 12 febbraio a Ciampino si è trasformato in un acceso dibattito e una interessante sorgente di informazioni che hanno mostrato ancora una volta la gravità della situazione per la salute pubblica e la necessità di azioni immediate, e non tra cinque anni, per la riduzione dei voli nell’aeroporto di Ciampino”. Con queste parole, il Comitato dei Cittadini CRIAAC per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino ha commentato gli esiti dalla seduta del Consiglio Comunale.

La prima interrogazione, presentata dalla consigliera Checchi del M5S, ha consentito di chiarire che le informazioni fornite dal Vicesindaco di Ciampino, sconfessato nei fatti dallo stesso Sindaco durante la seduta, sulla realizzazione della contestata strada erano imprecise e superficiali. La famosa strada a scorrimento veloce, i cui costi di realizzazione sarebbero stati sostenuti da AdR, e che avrebbe dovuto catturare il “70%” dell’attuale traffico di attraversamento della città, è ben lontana da venire. Anche se a parlarne in termini molto meno incerti era stato proprio il sindaco Terzulli nel novembre scorso. Oggi, al contrario, le cose appaiono molto più vaghe. Infatti, si apprende dalle parole del Sindaco che tutto è incerto per la strada: dove si farà, come si farà e chi la pagherà. La strada attualmente in realizzazione/ristrutturazione sarà ad uso esclusivo dei militari. Il sindaco Terzulli, incalzato ancora dalla consigliera Checchi sul tema del rumore, ha dovuto ammettere che è in corso una Conferenza dei Servizi presieduta dalla Regione Lazio che sta affrontando il problema del Piano di abbattimento del rumore presentato da AdR, ritenuto ‘una vera beffa’ da parte dei cittadini. Ovviamente, fino ad oggi nessuna informazione su questa conferenza era stata data ai cittadini che da anni combattono per il rientro nella legalità dell’aeroporto, alla faccia della trasparenza e del dialogo con la cittadinanza sbandierato più volte da Terzulli. Un altro passaggio interessante c’è stato per la seconda interrogazione, presentata dal consigliere di opposizione Testa, candidato sindaco del centrodestra nell’ultima competizione, che riportando le analisi del Dipartimento Epidemiologico Regionale sull’inquinamento del nostro territorio, ha mostrato quanto la situazione a Ciampino sia critica.

Il CRIAAC aveva chiesto i dati sulla salute nel nostro territorio al Sindaco Terzulli oltre 14 mesi fa, non ottenendo nessuna risposta fino ad oggi. Grazie all’interrogazione di Testa oggi finalmente si hanno i primi dati che mostrano come a Ciampino ci sia in situazione critica rispetto, per esempio, a Frascati, proprio per la situazione di inquinamento da mezzi di trasporto diversi dalle autovetture, cioè proprio gli aerei e i mezzi speciali. Esattamente quanto sospettavano i cittadini da anni. Incalzato dall’opposizione e con anche il consigliere Abbondati (SEL) particolarmente presente con interventi di critica all’operato del primo cittadino, Terzulli ha commentato alla fine che, se ci sarà una riduzione dei voli, sarà per la sua capacità di dialogo con le istituzioni e con AdR ed ENAC. Anche questa affermazione è sembrata ai cittadini presenti alquanto presuntuosa: peccato che si dimentichi che se non ci fosse l’indagine Europea e una della magistratura, con oltre 1700 esposti dei cittadini, in corso, oggi i voli a Ciampino continuerebbero ad aumentare. Ma mentre i cittadini del CRIAAC dal 2005 combattevano in tutti i modi possibili l’illegalità a Ciampino, probabilmente Terzulli è stato distratto e pensava ad altro: “Fa niente” ha concluso il Comitato con i suoi rappresentanti “basta che la riduzione dei voli ci sia, sia immediata e ben superiore al 30%, percentuale totalmente insufficiente a garantire il rispetto dei termini di legge sul rumore entro i quali Ciampino dovrà cominciare ad operare, visto che è inadempiente da oltre un decennio”.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

3 febbraio 2016

Comitato Aeroporto: Ciampino, Marino e Roma boccino il piano truffa di AdR
Proposta riduzione dei voli solo a partire dal 2021

A febbraio 2014 i comuni di Ciampino, Marino e Roma bocciarono il Piano Antirumore proposto da ADR per il rientro entro i limiti acustici di legge dei voli effettuati nell’Aeroporto di Ciampino. La proposta era insufficiente e non garantiva affatto il rispetto delle norme. Nei due anni successivi, con una situazione che si è mantenuta ancora completamente illegale, nessuna istituzione è intervenuta a verificare il rispetto delle norme e così il traffico aereo a Ciampino è ancora aumentato, giungendo a 5.800.000 passeggeri nel 2015. Di nuovo c’è solo stato che l’UE ha avviato una indagine per possibile infrazione all’Italia nell’applicazione delle norme sull’impatto ambientale. A novembre 2015 ADR ha ripresentato un nuovo piano antirumore.
I cittadini del Comitato per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Ciampino (CRIAAC), dopo aver preso visione del Piano AdR, chiedono ai Comuni di Ciampino, Marino e Roma di bocciare ancora una volta il Piano. “Diciamo subito una cosa chiara e forte a tutte le Istituzioni” esordisce il Comitato “non è accettabile che un piano di riduzione dei voli, in una situazione drammatica come quella dell’aeroporto di Ciampino, proponga il primo intervento per il 2021. Cioè a 20 anni dall’approvazione della legge (447/1995) della quale è applicazione.”
“Il Piano presentato da ADR è l’ennesimo presa in giro verso i cittadini e verso la legge” continua il Comitato.“ In una situazione di conclamata illegalità, senza una Valutazione di Impatto Ambientale, in difetto di presentazione dal 2002 come indica l’Europa, l’ADR ha l’arroganza di indicare una possibile riduzione dei voli solo a partire dal 2021, quando, forse, si potranno avere dei nuovi motori aerei per il 50% della flotta che opera a Ciampino. E poi chi garantirà e controllerà che le flotte private si rinnoveranno dotandosi dei nuovi motori? La proposta prevede poi una riduzione dei voli commerciali del 33%, ma solo a partire dal 2021.”
Conclude il CRIAAC “questo nuovo Piano è una vera vergogna. La riduzione del numero dei voli deve essere immediata e deve riportare nei limiti di legge l’aeroporto in tempi strettissimi visto che i voli fuori norma vanno avanti da oltre dieci anni. Ci deve essere una riduzione immediata a 60/70 movimenti complessivi giornalieri, così come indicato a suo tempo dai modelli applicati da ARPA Lazio. Chiediamo al Sindaco di Ciampino e ai Commissari di Marino e Roma di ricevere una delegazione del Comitato per ascoltare le ragioni dei cittadini e chiediamo loro, con fermezza, di bocciare senza indugio l’ennesima provocazione di AdR che, come dimostrano i dati sul rumore elaborati dall’ARPA Lazio anche in queste settimane, se ne infischia della salute dei cittadini e delle leggi.”

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

29 gennaio 2016

Il Comitato Aeroporto a Terzulli: una nuova strada in realizzazione, ma dove sono i permessi?

Presso il Comune è disponibile solo uno studio di fattibilità sull’opera già in realizzazione. Ma la legge vale anche anche per ENAC e ADR a Ciampino?

Con un’attività che sembrerebbe avviata già da alcune settimane, si sta realizzando un strada sulla linea di confine tra l’aeroporto di Ciampino e le case della città. Il Comitato dei cittadini, constatato l’avvio dei lavori, ha effettuato un accesso agli atti in Comune a Ciampino per verificare se i permessi e le diverse valutazioni, tra cui quella di impatto ambientale, fossero state effettuate. La sorpresa è stata grande quando si è appreso che tutto quello che è stato al momento predisposto presso il Comune di Ciampino è solo un primo abbozzo di uno studio di fattibilità.
“Mentre le ruspe già lavorano da giorni” ha dichiarato il Comitato per la Riduzione dell’impatto Ambientale all’Aeroporto di Ciampino “negli uffici comunali non c’è traccia di permessi nè di atti come delibere e determine dirigenziali su questa faccenda. Prima ancora di poter fare qualsiasi valutazione su quest’opera è necessario che tutto sia in regola, ma in un aeroporto dove la gestione si manifesta per innumerevoli aspetti fuori dalle norme, non si può cominciare a realizzare una strada ad alta percorrenza al confine con la città senza che ci siano tutte le carte e gli studi di impatto a posto. Chiediamo al Sindaco Terzulli di applicare le norme. Esiste un progetto di dettaglio dell’Opera? Esiste una determina dirigenziale che autorizzi i lavori? E’ stato fatto uno studio sull’impatto ambientale di una strada senza illuminazione a meno di 100 m dalla pista di decollo/atterraggio degli aerei? Al comune di Ciampino la legge è uguale per tutti o si deve pensare che per qualcuno sia possibile operare sotto il naso del Sindaco e della Polizia Municipale in dispregio delle norme? Perchè nessuno ferma i lavori per ristabilire l’iter corretto?”
Tante domande per il Sindaco Terzulli a cui il Comitato chiede delle risposte immediate a tutela della salute dei cittadini e per riportare la legalità nell’aeroporto.

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

22 gennaio 2016

Ciampino nella repubblica delle ‘banane’: si costruisce una strada ad alto scorrimento al confine dell’aeroporto senza Valutazione di Impatto Ambientale? Intanto l’aeroporto raggiunge il suo massimo storico di traffico passeggeri senza VIA, senza VAS e con il costante superamento dei limiti di legge per l’inquinamento acustico. Cosa fa il Sindaco della Città? Esiste ancora la Legge in Italia?

 Cantieri aperti ormai da molti giorni nell’aeroporto di Ciampino. Esistono per queste opere le autorizzazioni ambientali (VIA) a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente? Esiste un accordo tra Comune e aeroporto per la costruzione di una strada nel confine aeroportuale? Quali tutele per i cittadini colpiti? Intanto nel 2015 l’aeroporto ha raggiunto 5.800.000 passeggeri, nuovo record di sempre.

Sindaco Terzulli: faccia rispettare le regole anche ad ADR ed ENAC, e difenda la salute dei cittadini. 

L‘istanza di Valutazione Ambientale (VIA) per i piani di sviluppo dell’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino è stata presentata da Enac al Ministero dell’Ambiente nel mese di novembre scorso e subito ritirata, nel mese di dicembre, sotto una pioggia di proteste e osservazioni dei cittadini e di Legambiente. Infatti, la VIA presentata da Enac più che lo strumento per la tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e del territorio, appariva come un vero e proprio piano di ulteriore potenziamento dell’aeroporto.

Dato che la richiesta della VIA di Enac è stata ritirata e considerato che la VIA è obbligatoria, nessun cantiere dovrebbe essere attivo nell’ambito dell’aeroporto. E invece non è così: i cantieri sono aperti e le ruspe lavorano alacremente.

Escavatori e perforatori sono all’opera da molti giorni lungo una linea che va dall’altezza dell’accesso militare dell’aeroporto in Via Della Folgarella fino all’altezza di Via Francesco Baracca e oltre. Una trincea sormontata da mucchi di terra di scavo è aperta nel perimetro aeroportuale dall’altezza di via Togliatti fino oltre via Francesco Baracca.

Questo è un fatto visibile a tutti i cittadini che hanno le finestre dal lato dell’aeroporto, e sono molti.

Queste opere sono autorizzate dagli organi competenti, compreso il Comune di Ciampino, come prescrive la legge?

È stata fatta per queste opere l’obbligatoria procedura di Valutazione Ambientale, a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, considerato anche che le case della citta sono a pochi metri dal cantiere?

E ancora, il Sindaco di Ciampino, Terzulli, ha rivendicato, con una sua nota pubblicata il 28 novembre 2015 sul sito del Comune, di aver partecipato ad incontri presso il Ministero della Difesa a cui avrebbero preso parte anche Enac e Enav e dove “si è parlato del ruolo dell’Aeroporto e del suo rapporto con Ciampino, ipotizzando, tra le altre cose, la possibilità di realizzare una via al confine della Città che consenta un collegamento alternativo alle principali strade provinciali” si tratterebbe, secondo il Sindaco, di “una strada offerta alla Città” che ridurrebbe “il traffico automobilistico nel centro cittadino” e della quale gli uffici comunali starebbero già valutando la fattibilità tecnica.

Sulla cosa fornisce ulteriori chiarimenti il Vice Sindaco di Ciampino, Carlo Verini, in una sua intervista concessa al numero di gennaio 2016 del mensile “La Voce dei Castelli”. Dopo aver lodato il Sindaco per il miglioramento dei rapporti con Enac, Enav, AdR e Ministero della Difesa, il Vice Sindaco ci parla di una proposta interessantissima, che sarebbe emersa in questo nuovo clima istituzionale, riguardante la realizzazione di una tangenziale che collegherebbe Via di Marino a Via della Folgarella, aggirando dal lato dell’aeroporto, l’intera città di Ciampino. La nuova strada convoglierebbe, in tal modo all’esterno della città ben il 70% del traffico che assedia oggi il centro urbano. Per il finanziamento dell’opera, secondo l’intervista, potrebbe esserci la disponibilità di AdR.

A seguito di queste dichiarazioni dell’Amministrazione comunale risulta naturale domandarsi se il comune di Ciampino sia a conoscenza di questi cantieri aperti in aeroporto, all’interno dei confini comunali, e cosa intenda fare per verificare che cittadini e territorio siano tutelati e le norme rispettate.

E poi, queste opere sono in qualche modo collegate alla realizzazione della famosa strada che potrebbe essere generosamente “offerta alla Città”? Perché questa ipotetica strada certamente avrebbe bisogno di una Valutazione Ambientale molto attenta in quanto, secondo le dichiarazioni del Vice Sindaco, potrebbe spostare il 70% del traffico cittadino sotto le finestre dei cittadini già più duramente colpiti dall’inquinamento oltre i limiti di legge prodotto dall’aeroporto. Gli stessi cittadini che, secondo le indagini epidemiologiche, sono già i più esposti da anni a gravissimi rischi per la salute.

Intanto le statistiche aeroportuali pubblicate mensilmente dal sito confindustriale http://www.assaeroporti.com riportano che nel 2015 l’aeroporto di Ciampino ha superato tutti i precedenti record in quanto a passeggeri trasportati: 5.834.201. Ben 800 mila passeggeri e quasi 5.800 voli in più del 2014. In un aeroporto che, secondo le rilevazioni mensili di Arpa Lazio, supera ogni mese, almeno dal 2012, i limiti di legge dell’inquinamento acustico aeroportuale.

Esiste ancora la Legge in questo Paese?

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO (CRIAAC)

Comunicato Stampa

2 gennaio 2016

Aeroporto di Ciampino basta nascondersi dietro un dito per inquinamento dell’aria serve monitoraggio e azioni preventive.

Da 19 giorni di seguito la centralina di Arpa Lazio per il controllo della qualità dell’aria presente a Ciampino supera costantemente e di molto i limiti di legge per le Polveri Sottili (PM10), fino a quasi il doppio dei 50 microgrammi a metro cubo dopo i quali si entra nell’area di pericolo per la salute. Come hanno scritto i giornali questi veleni mettono a rischio cuore e polmoni, rischio che per chi vive a Ciampino, Marino e nel VII municipio di Roma si somma ai danni alla salute prodotti dal rumore fuorilegge dovuto all’eccessivo traffico aereo.

Ma le PM10 sono solo la punta dell’iceberg perché ci sono anche le più sottili e pericolose PM2,5 e, com’è emerso nel corso della procedura di VIA dell’aeroporto di Firenze, nell’intorno aeroportuale bisognerebbe monitorare anche gli ossidi di zolfo e di azoto, composti organici volatili come acroleina, formaldeide, 1,3 butadiene, naftalene, benzene, acetaldeide, toluene, xylene, propanale….

È ora di finirla di affidarsi solo alla speranza che il vento e la pioggia diluiscano i veleni o li mandino in casa di altri. Bisogna individuare preventivamente le fonti dei veleni e predisporre un sistema di monitoraggio costante, basato su una rete di centraline sempre attive, che consenta di intervenire prima che succeda il disastro.

E prima di tutto vanno monitorate e gestite le fonti primarie di inquinamento, come gli aeroporti.

Nell’aeroporto di Ciampino, ancora oggi privo delle obbligatorie da anni Valutazione di impatto ambientale e Valutazione Ambientale Strategica, ogni giorno fino a 200 aerei, privi di qualsiasi forma di filtraggio dei gas di scarico, decollano e atterrano in faccia e sulla testa di centinaia di migliaia di abitanti.

Il disastro ambientale di questi giorni evidenzia a tutti che questa situazione non è più tollerabile. Gli abusi dei responsabili e l’inerzia delle istituzioni preposte a tutelate i cittadini devono essere perseguite e punite. Le leggi ora ci sono, bisogna applicarle.

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